Oliveti: “Fiscalità di Scopo Indispensabile per gli Investimenti in Infrastrutturale”

“L’Adepp è un’associazione di Casse di previdenza, con 19 Casse di primo pilastro, e abbiamo un patrimonio importante che ormai arriva a 90 miliardi; abbiamo anche investimenti di tipo immobiliare, per una misura pari a circa il 15/20% dell’entità”. Esordisce in questo modo Alberto Oliveti, presidente dell’Enpam (la Cassa di tutti i medici dentisti italiani che esercitano lavoro autonomo), entrando in medias res al meeting del 24 settembre promosso da Re Mind. “Siamo la cassa più importante perché abbiamo un patrimonio che è circa ¼ di quello dell’insieme dell’Adepp” prosegue. E’ stata posta molta attenzione da parte dell’Enpam e dell’Adepp alle molteplici dinamiche che si sono create in questo periodo e proprio in virtù di tutto questo è stato chiesto a seguito di un’assemblea interna un incontro alla sottosegretaria al lavoro e alle politiche sociali Francesca Puglisi “prontamente accolto” che sarà un’occasione impareggiabile di confronto in cui Oliveti si dice più che propenso a proporre l’istituzione di un tavolo che abbia una caratteristica di permanenza e che quindi possa essere convocato tutte le volte in cui si renda necessario per tematiche di tipo politico e di tipo tecnico per quanto riguarda gli investimenti. La politica viene chiamata all’unanimità a dialogare e l’impegno ad aprire tavoli di discussione urge adesso più che mai con l’auspicio di trovare un percorso comune perché c’è davvero bisogno di collaborazione. “Noi ci rendiamo conto che siamo un player importante negli investimenti però chiediamo anche che ci si renda conto della nostra finalità, una finalità previdenziale, cioè pagare prestazioni, pagare previdenza, pagare assistenza, dare welfare ai nostri professionisti. Quindi investiamo in questa logica e deve essere una logica di un investimento che abbia delle garanzie”.
Fanno seguito degli esempi da parte del presidente dell’ Enpam di investimenti che non rientrano nelle corde dell’associazione, come fare sviluppo, perseguire investimenti “Value Add”, ma la Cassa di Oliveti sarebbe concretamente alla ricerca di investimenti di tipo “Core” e “Core+”, rivendicando il fatto che la Cassa di cui è presidente ha un patrimonio immobiliare importante che ammonterebbe a circa 6 miliardi di cui un 15/20% gestito in maniera diretta dalla Cassa e il restante gestito mediante investimenti con Sgr, “Abbiamo rapporti con 19 Sgr anche se due sono quelle più importanti che si dividono la maggior parte degli investimenti dati in gestione indiretta”.
E da questo punto di vista Oliveti si professa molto attento alle proposte che vengono fatte e pronto a mettersi in gioco, “Abbiamo detto anche sui giornali l’importanza rivestita dalla logica di una fiscalità di scopo che possa aiutare gli investimenti in infrastrutturale”.
Solo a qualche mese fa risale l’intervento del presidente dell’Enpam che aveva lanciato l’idea di proporre subito un emendamento al DL Semplificazioni, un’idea che intende dare voce alla volontà di non rendere rigida una modalità di approccio alla questione che non può essere lenta, proprio in virtù del fatto che questo tipo di mercato finanziario ha bisogno di estrema rapidità nel prendere delle decisioni. Certamente il codice degli appalti andrebbe a legare un settore, che oggi invece opera bene, anche se sarebbe necessario sensibilizzare le forze politiche sul tema e avere l’appoggio governativo. In questa occasione Oliveti con decisione ha rimarcato il peso della tassazione, che grava sia sui rendimenti sia sulle prestazioni: le Casse si sentono discriminate non solo rispetto ai colleghi esteri, agevolati, ma anche rispetto al secondo pilastro che ha una tassazione meno pesante e che grava o sulla prestazione o sulla patrimonializzazione. Una discriminazione applicata anche agli aiuti riconosciuti ai professionisti durante l’emergenza da Covid-19, perché i 600 euro erogati dallo Stato sono esentasse, mentre eventuali analoghi aiuti concessi dalle Casse vengono tassati.

“Noi di questo ne abbiamo bisogno perché lamentiamo da tempo una fiscalità oppressiva nei nostri riguardi” sostiene oggi, “noi abbiamo i nostri patrimoni che sono assoggettati a fiscalità generale quando negli altri Paesi chi esercita un ruolo analogo al nostro questo non ha. Quindi ogni anno le Casse dell’Adepp pagano circa mezzo miliardo di tasse allo Stato ed è chiaramente uno svantaggio competitivo che abbiamo nel rapporto con gli altri Paesi che si ripercuote sui nostri giovani professionisti, soprattutto quando devono competere con i professionisti dell’area europea”. Fa seguito quindi la richiesta di poter sostenere le proprie gestioni con investimenti che ricadano soprattutto nelle aree professionali caratteristiche perché è di questo che l’Enpam ha bisogno, inoltre l’investimento infrastrutturale di cui parla Oliveti è sicuramente un investimento che oggi potrebbe trovare la giusta soddisfazione da parte di entrambe le parti, purchè incentivato fiscalmente.
A tale proposito quindi bisognerà ascoltare con estrema attenzione quello che la sottosegretaria ha proposto, cioè degli incentivi fiscali in carico di investimenti in infrastrutture del Paese, “immagino infrastrutture fisiche ma io mi auguro che si possa valutare anche l’investimento in infrastrutture digitali di cui il nostro Paese tanto necessiterebbe per poter collegare l’innovazione, allo sviluppo, alla crescita e allo stesso tempo per garantire una coesione sociale”. In questo periodo di Covid abbiamo visto l’esigenza di avere la capacità di interconnetterci perché solo grazie a questa nel lockdown abbiamo potuto continuare a lavorare da casa, continuare a far studiare i figli, continuare rapporti di relazione. Si dice contento di questa prospettiva, di questo incontro, occasione di
confronto, in cui si parlerà non solo di fiscalità ma anche di autonomia delle Casse e di un sistema di vigilanza che venga perseguito nel modo più corretto, efficace e vantaggioso.

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