Fabrizio Pistolesi:“Dedichiamo l’80% del Tempo dei Professionisti a Progettare e Riqualificare”

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“Mi associo ai ringraziamenti di chi mi ha preceduto e ho il piacere di condividere questo premio col mio presidente Giuseppe Capocchi, e con tutto il mio consiglio, con i quali rappresentiamo i 154 mila architetti italiani, di cui una buona metà lavora nella pubblica amministrazione e gli altri sono liberi professionisti. Nel 2018, circa 2 anni fa, abbiamo tenuto l’ottavo congresso nazionale degli architetti a Roma, che abbiamo intitolato “Abitare il Paese”, e in quell’occasione abbiamo fatto una lunga riflessione su quello che stava succedendo nelle nostre città. Come si stavano evolvendo, come crescevano le città metropolitane e come man a mano si stavano spopolando i piccoli centri. Questo perchè i servizi che offrivano le grandi città erano molto superiori a quelli che potevano offrire i borghi e le periferie. Oggi questo brutto momento che stiamo attraversando sta cambiando tutto. Stiamo attraversando la più grossa crisi, penso, del nostro dopoguerra, la mia professione la sta attraversando tutta. A tal proposito però vorrei citare una frase che Albert Einstein diceva nel 1955, parlando della crisi, lui diceva ‘è nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie, chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato’ e proseguiva ’non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose’. Ecco diciamo che il virus, in questo momento, il bisogno che noi abbiamo di distanziamento, sta cambiando il nostro modo di concepire la città, di concepire le nostre residenze, di concepire i nostri spazi sociali. Stiamo vedendo oggi che i nostri spazi non sono idonei a un modello di vita cui il momento ci sta obbligando. Quindi dobbiamo rivedere, dobbiamo riprogettare una città che non era più a dimensione d’uomo ma era a dimensione d’auto, oggi dobbiamo riprogettare le nostre città, dobbiamo riguardare le nostre città, dobbiamo rivedere le nostre residenze.

La politica ha colto alcune delle nostre istanze, su questa necessità che noi abbiamo di rigenerare il nostro patrimonio edilizio esistente, e gli incentivi che ci sono stati messi a disposizione in questo momento sono unici per poter veramente lavorare su una riqualificazione, un efficientamento del nostro patrimonio edilizio esistente. Quest’ultimo come sappiamo è abbastanza datato, il 70% delle nostre abitazioni sono state realizzate infatti prima degli anni ’80, quindi abitazioni che sono energivore, che non rispettano gli attuali canoni di necessità di antisismica, e quindi oggi dobbiamo lavorare a questa opportunità che il governo ci ha messo a disposizione. Abbiamo però bisogno di una cassetta degli attrezzi diversa da quella con cui abbiamo lavorato fin adesso che molte volte ci complicava la vita. Il lavoro dei professionisti, non solo degli architetti ma anche degli ingegneri, dei geometri, di tutti quelli che fanno parte della rete delle professioni tecniche, è improntato in questo momento all’80% a risolvere problemi burocratici, a riempire modelli e a fare file, quando è possibile, davanti agli uffici. Ecco noi vorremmo che l’80% del tempo dei professionisti sia dedicato oggi al progetto, a un progetto di qualità, a riqualificare le nostre città per renderle veramente a dimensione d’uomo”.

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