Joseph R. Biden si insedia alla Casa Bianca

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Aggiornato al 21/01/2021: Joe Biden ha giurato come Presidente degli Stati Uniti d’America, insediandosi ufficialmente il 21 gennaio 2021. Di seguito una parte del discorso pronunciato dal Presidente Biden:

“Giudice supremo Roberts, vicepresidente Harris, Speaker Pelosi, leader Schumer, leader McConnell, vicepresidente Pence, e miei illustri ospiti, miei connazionali americani, questo è il giorno dell’America. Questo è il giorno della democrazia, un giorno storico e di speranza, di rinnovamento e determinazione. Crogiolo per secoli, l’America è stata messa di nuovo alla prova. E l’America ha raccolto la sfida. Oggi celebriamo il trionfo non di un candidato, ma di una causa, la causa della democrazia. Il popolo, la volontà del popolo, è stata ascoltata, e la volontà del popolo è stata tenuta in conto. Abbiamo imparato ancora una volta che la democrazia è preziosa. La democrazia è fragile. E in questa ora, amici miei, la democrazia ha prevalso.

Così adesso, su questo suolo sacro, dove appena pochi giorni fa la violenza ha cercato di scuotere il Campidoglio dalle fondamenta, noi ci riuniamo come una sola nazione sotto la protezione di Dio, indivisibile, per portare a termine la pacifica transizione di potere, come abbiamo fatto per oltre duecento anni.

Mentre guardiamo avanti nel nostro modo unicamente americano, irrequieti, audaci, ottimisti e puntiamo alla nazione che sappiamo di poter essere e di dover essere.
Ringrazio i miei predecessori di entrambe le parti per la loro presenza qui oggi. Li ringrazio dal profondo del cuore. E so, e conosco la resilienza della nostra Costituzione e la forza, la forza della nostra nazione, così come il presidente Carter con cui ho parlato ieri sera, che non può essere con noi oggi, a cui rendiamo onore.”

Aggiornato al 15/01/2020: La Camera ha approvato la mozione di Impeachment dei Dem con 232 sì e 197 no, ora la palla passa al Senato (dove servirà il quorum dei 2/3). Donald Trump passa alla storia come il primo Presidente degli Stati Uniti a finire due volte sotto Impeachment.

La mozione di Impeachment dei Dem verrà messa ai voti tra domani e giovedì alla Camera, sempre che Pence non invochi prima il 25esimo emendamento.

“La minaccia del Presidente all’America è urgente: lo sarà anche la nostra azione”

Queste le parole della speaker della Camera Nancy Pelosi, alla guida della risoluzione per portare all’Impeachment il Presidente uscente Donald Trump, ritenuto dal Partito Democratico, nonché da un numero sempre crescente di Repubblicani, l’indiretto responsabile dell’insurrezione e assalto a Capitol Hill lo scorso 6 gennaio, naturale conseguenza, secondo i suoi oppositori, delle sue dichiarazioni diffamatorie riguardanti la presunta illegittimità dei risultati elettorali delle presidenziali.

E proprio in “incitamento all’insurrezione” consisterebbe il caso di imputazione per il magnate americano, accusato nello specifico, secondo il breve testo di quattro pagine già formalmente presentato alla Camera, di aver “gravemente danneggiato la sicurezza degli Stati Uniti, delle sue istituzioni e del suo governo, minacciato l’integrità del sistema democratico, interferito con la pacifica transizione dei poteri (…) e quindi tradito la fiducia che ha come Presidente, con danno evidente per il popolo degli Stati Uniti”.

La mozione verrà messa al voto alla Camera tra domani e giovedì. Nancy Pelosi vuole infatti attendere ancora ventiquattro ore, nella speranza che il numero due della Casa Bianca Mike Pence ricorrerà ai suoi poteri da Vice-Presidente per invocare il Twenty-fifth Amendment, che prevede la rimozione del Presidente in carica in caso di incapacità.

Nel caso in cui Pence, per ora non pervenuto, deciderà di non intervenire, stringendosi così a quell’ala di governo che ancora supporta Trump, allora i Democratici attiveranno per loro via la procedura di Impeachment, ponendola ai voti alla Camera.

Se però qui la mozione andrà quasi certamente incontro ad approvazione, essendo richiesta una maggioranza semplice, in mano ai Dem, al Senato servirà il quorum dei due terzi, raggiungibile solo se 17 Repubblicani si esprimeranno favorevoli.

Nel frattempo, però, l’insediamento di Biden avverrà il 20 gennaio, e lo stesso President-elect chiede di procedere con cautela, per non inasprire ulteriormente i conflitti tra i due partiti.

In questo senso, alcune voci interne ai Democratici consigliano di aspettare qualche mese prima di trasmettere il dossier al Senato, in modo tale di non intralciare i primi step della nuova Amministrazione, tra cui in primis le nomine ministeriali.

In tutto questo, di fronte al suo secondo caso di Impeachment, Donald Trump, già alle prese con vari cavilli giudiziari, sfodererà la sua squadra di legali, di cui dovrebbe far parte con molta probabilità anche l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani, che lo aveva già difeso in occasione della prima mozione di Impeachment.

 

 

 

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