Monsignor Francesco Pesce al Think Tank Remind “Politiche Industriali in Armonia con il Creato”

Al Think Tank Remind “Politiche Industriali per lo Sviluppo e la Messa in Sicurezza dei Territori e delle Città per il Benessere delle Persone in Armonia con il Creato”, è intervenuto Monsignor Francesco Pesce (Assistente Ecclesiastico Roma Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, Incaricato Servizio Pastorale, Sociale e del Lavoro – Diocesi di Roma, Consigliere Onorario dell’Osservatorio per la Cura della Casa Comune) che si è così espresso:

“Grazie per avermi invitato a questo importante Think Tank Remind. Avete dato vita a un bellissimo dibattito, a cui vorrei apportare qualche riflessione generale. In particolare, secondo me, ciò che dobbiamo chiederci, in questo momento drammatico, è: in che tipo di mondo vogliamo vivere? Che tipo di persone, di cittadini vogliamo essere? Come vogliamo vivere il rapporto tra pubblico e privato e la stessa globalizzazione? La quale di per sé è positiva, ma che, come dice anche lo stesso Santo Padre, non può essere in alcun modo quella dell’indifferenza; e infine, quale vogliamo che sia il nostro contributo al bene comune?
Sono domande difficili, che esprimono a pieno la complessità della questione dei valori che vogliamo perseguire, parola spesso male usata, abusata, legata a interessi parziali, e che è invece rappresentata nell’Enciclica del Santo Padre come irriducibilmente legata al bene comune.
Ricordiamoci sempre che per essere felici dobbiamo vivere il Creato come casa comune, e lo possiamo essere solo se viviamo in armonia col mondo. In quest’ottica, la stessa Enciclica contiene numerosi spunti tramite cui poter orientare la nostra quotidianità.

Ben venga, quindi, l’Osservatorio per la Cura della Casa Comune promosso da Paolo Crisafi.
Fondamentale, inoltre, soprattutto in questo periodo difficile, vedere il bene che esiste e che resiste; per orientarci meglio al buio, infatti, dobbiamo prima scorgere la luce.
Su tale scia, è importante affidarsi a un clima basato sul dialogo, sull’inclusività e sulla fraternità, frontiera del cristianesimo e dell’umanità intera. Siamo infatti tutti sulla stessa barca e solo con un sentimento fraterno e con una volontà di pace potremo risolvere i conflitti e le sfide della nostra contemporaneità, tra cui in primis, quella ambientale, sociale e culturale.
In conclusione, in linea con quella che è la lettura francescana della vita, dobbiamo fare il possibile per trasformare le nostre sofferenze in uno stimolo ad essere sensibili, solidali, per aiutare chi ne ha più bisogno e rendere ogni giorno il mondo che abbiamo un luogo migliore per tutti”.

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