Monsignor Marco Frisina al Gran Tour Re Mind

Al “Gran Tour Re Mind, Politiche Culturali e Turistiche per la Conoscenza e lo Sviluppo Economico dei Territori”, promosso dal Presidente di Re Mind Paolo Crisafi, è intervenuto Monsignor Marco Frisina che ha affermato:

“Grazie per questa occasione di confronto che Re Mind ha organizzato insieme a esponenti della Cultura, del Turismo sia a livello nazionale sia a livello di realtà locali. Un saluto particolare al Presidente Paolo Crisafi e alla Soprano Ekaterina Bakanova.

Il periodo pandemico ci ha costretto a riflettere e a interrogarci ancor di più su come stiamo gestendo alcuni settori di fondamentale importanza, quale, ad esempio, quello della cultura.

Nel complesso, la crisi attuale si è rivelata essere una grande opportunità di sensibilizzazione personale, in senso positivo e negativo; infatti, pur, mettendoci alle strette, questa situazione ci ha messo di fronte alla necessità di trovare vie alternative di risolvere i problemi.

Vi è stato un importante stimolo alla creatività, una tendenza alla coesione e una grande forza di volontà, per andare avanti nonostante tutto. Abbiamo imparato a economizzare il nostro tempo, e a economizzare la stessa proposta culturale, in maniera nuova e originale. E questo è un lascito che non dobbiamo lasciarci sfuggire.

Ritengo infatti che la cultura debba sempre essere varia e articolata, sempre audace, creativa, e mai cliché, come lo è stata, ovvero, in questo momento di pandemia.

Cultura non è adagiarsi su un’abitudine, ma inventare qualcosa che possa coinvolgere le persone su valori spirituali e artistici, qualcosa che si può fare tanto con una grande orchestra, quanto con un piccolo coro. Dobbiamo imparare in tal senso a riconoscere e ad esprimere la modularità della stessa cultura.

Concludo con una riflessione sul concetto di bellezza, bellezza che, con la “b” maiuscola, è intesa da noi credenti come la manifestazione di Dio, come quell’armonia posta nella creazione che ci fa scoprire, cercare, interessare. Una bellezza che, in questo senso, risulta essere insita in noi, come una vera e propria nostalgia interna, attrazione fatale di cui non possiamo fare a meno”.

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