Giorgio Palmucci: “Accessibilità, Innovazione e Sostenibilità per un turismo all’avanguardia”

Al Think Tank dello scorso 24 settembre, organizzato da Re Mind Filiera Immobiliare, è intervenuto Giorgio Palmucci (Presidente Enit), che ha riportato un quadro della situazione decisamente difficile e articolata che in questo momento il mondo del turismo si è ritrovato a dover fronteggiare, realtà minata sicuramente più di altre dal lockdown, dalla chiusura regionale e dei confini nazionali.

“A partire dal lockdown, il turismo si è praticamente fermato in Italia, tutte le attività turistiche si sono fermate e soltanto a partire dal mese di giugno, con la riapertura dei confini inter regionali e poi con l’apertura delle frontiere almeno dell’Unione Europea, si è vista una ripresa. Gli ultimi due anni erano stati estremamente positivi per il settore, nel 2018/2019 si era arrivati quasi a 430 milioni di pernottamenti nel nostro Paese, di cui circa il 50% di turismo domestico e il 50% di turismo internazionale, con un 30% proveniente dai Paesi germanofoni e con un 12/13% proveniente dagli Stati Uniti.

E’ evidente che per effetto della pandemia, per effetto del lock down, il mondo del settore turistico italiano ha dovuto fronteggiare una crisi straordinaria mai vissuta in precedenza, ed è stata affrontata anche attraverso delle misure che hanno permesso, a partire dal mese di luglio, di rivedere una ripresa soprattutto per quanto riguarda il turismo balneare, il turismo montano e il turismo dei laghi; a soffrire ancora in modo particolare ritroviamo però le città d’arte, come Roma, Firenze, Venezia, ma anche le città non soltanto turistiche ma anche nodi fondamentali del business, per il fatto che l’effetto appunto anche dello smart working, della riduzione di quello che è il business travel, ha portato a un’enorme rivisitazione anche di quello che è il funzionamento di quelle che sono le strutture ricettive e quelle che sono l’adeguamento a quelle misure di distanziamento che sono assolutamente necessarie per poter evitare la diffusione del contagio.

Da circa quattro mesi abbiamo un bollettino bimestrale nel quale raccogliamo non solo quelli che sono l’andamento delle prenotazioni, non soltanto quelli che sono i flussi soprattutto nazionali e internazionali, ma analizziamo e cerchiamo di comprendere quanto, quando sarà possibile, pensare a un ritorno a quelli che erano i dati raggiunti negli anni precedenti. Oxford Economics, sulla base dei propri algoritmi, arriva a prevedere un ritorno al 2019 soltanto nel 2023. Io sono più ottimista ma ritengo che però sia necessario continuare a lavorare per permettere che il nostro settore sia in grado di accogliere quei flussi di turisti che non andranno più a visitare certi luoghi solo ed esclusivamente, o come variabile principale, in base al prezzo ma soprattutto sceglieranno certi luoghi per la sicurezza che offriranno. Attraverso un sondaggio che abbiamo fatto nelle ultime settimane, intervistando più di 4 mila italiani, abbiamo visto comunque che l’Italia è considerata un Paese sicuro dall’80/85% degli intervistati, per quanto riguarda gli operatori turistici, mentre invece abbiamo circa un 80% per quello che sono le misure che sono state prese per il territorio.

L’effetto comunque della pandemia comporta sicuramente una riflessione non soltanto sui cambiamenti che subirà la domanda turistica, ma anche per quanto riguarda l’offerta turistica, ed è per questo che è opportuno anche riflettere su quelli che sono gli interventi necessari a livello infrastrutturale, a livello della riqualificazione di quelle che sono le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, per essere in grado di soddisfare le esigenze e le aspettative di turisti provenienti da ogni parte del mondo oltre che le aspettative del turista italiano, che fortunatamente nel corso di quest’estate, al 97%, è rimasto in Italia. Circa il 60% degli intervistati ha fatto almeno una settimana di vacanza e basandoci su questi dati auspichiamo che nel corso dell’autunno e dell’inverno, almeno per dei week end o comunque per anche uscire da quella che è la situazione estremamente stressante che stiamo vivendo proprio per effetto del Covid, il turismo domestico progredirà.

Quello che verrà fatto anche a livello di interventi del recovery fund sarà importante proprio perché è assolutamente necessario favorire quella che è l’accessibilità dei turisti provenienti da ogni parte del mondo e quindi a livello degli aeroporti, a livello comunque della rete autostradale, della rete ferroviaria, oltre che tenere ben presente che questa situazione straordinaria ci obbliga comunque anche ad accelerare su quelli che sono quegli interventi di sostenibilità ambientale, economica e sociale. In tal senso anche la ‘Guida agli Investimenti’ che è stata elaborata da Re Mind, che si occupa degli investimenti turistici e immobiliari, è uno strumento che può essere molto utile agli operatori anche perché sarà necessario trovare degli investitori in questa ri-nascita del turismo italiano.

Io sono assolutamente convinto che l’Italia ne uscirà vittoriosa proprio perché ritengo che in queste situazioni così complicate gli italiani dimostrano la loro resistenza, la loro resilienza e la loro volontà di far ripartire un settore così importante per il nostro Pil nazionale. Sulla base di questo penso che avremo, nei mesi a venire, ancora molto lavoro da fare, mi auguro l’arrivo di un vaccino che ci permetterà una maggiore tranquillità, ma sono convinto che l’Italia ce la farà e potrà vedere crescere il settore non soltanto in volumi ma anche da un punto di vista del valore nel rispetto di quelli che sono i tre principi fondamentali del piano strategico del turismo: accessibilità, innovazione e sostenibilità”.

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