Luca Guffanti: “Adattabilità e Resilienza per affrontare con ottimismo i cambiamenti che verranno”

In occasione del Think Tank del 24 settembre, il Presidente Ance Lombardia e Consigliere Delegato Ginvest SpA Luca Guffanti si è espresso sul tema della sicurezza degli investimenti immobiliari, presentando le sue proposte per raggiungere questo obiettivo.

Guffanti ha così affermato:

“Come mettere in sicurezza gli investimenti immobiliari? Il quesito che dobbiamo porci.

Ebbene, in relazione a questo voglio dire come in regione Lombardia i committenti, in questo ambito, sono diventati estremamente esigenti negli ultimi anni, si tratti di una SGR che commissiona un grattacielo, piuttosto che di un operatore internazionale logistica fino al singolo privato.

In questo senso, quello che deve essere in grado di fare la filiera immobiliare è dare risposte sempre più precise e puntuali, per rispondere e anticipare quelle che sono le esigenze della domanda.

Questo non nasce a caso ma è il risultato di un metodo definito. E, allora, i principali driver su cui ritengo si debba lavorare per raggiungere questo obiettivo sono nello specifico quattro.

Il primo è innanzitutto la trasformazione digitale. Non possiamo infatti fare a meno di non gestire, nei processi aziendali e nel prodotto immobiliare, la raccolta e la gestione dei dati.

In seconda e in terza posizione, troviamo, rispettivamente, l’innovazione di processo, che va incrementata, in particolar modo nell’edilizia civile, e l’innovazione di prodotto, sulla quale invece molto è già stato fatto.

I prodotti di oggi hanno infatti un costrutto architettonico e ambientistico estremamente innovativi e di livello e che portano gli operatori della filiera ad avere delle competenze multitasking che rendono possibile una sintesi tra tutte le necessità e le opportunità.

L’ultimo drive su cui si dovrebbe infine puntare è il cosiddetto “total cost of ownership”, fattore secondo il quale l’immobile viene valutato in tutto il suo ciclo di vita e non soltanto nella parte iniziale di realizzazione. Se incentivato, questo porterà sempre di più all’integrazione con la filiera e con i suoi operatori, per una collaborazione proficua tanto sugli aspetti progettuali quanto su quelli di realizzazione e di gestione dei singoli immobili.

Per quanto riguarda invece i dati relativi alla situazione complessiva del mercato immobiliare durante il periodo pandemico, sebbene non ancora definitivi, essi denotano una certa riattivazione del Real Estate residenziale, evidenziata anche dalla ripresa della vendita su carta e dal cambiamento della tipologia degli stessi acquirenti.

Quella che appare realmente rallentata, a causa dello shock pandemico, è invece la crescita al fenomeno della locazione residenziale, la quale, prima del Covid, stava diventando la risposta preferita da parte di una società sempre più fluida e dinamica al fabbisogno locativo.

In ragione di tutto ciò, dobbiamo forse ripartire da quella che sembra essere una nuova primavera del residenziale, immaginando che proprio da qui sia possibile costruire una reazione alla crisi economica e industriale che ci attende nei prossimi mesi. Sappiamo infatti di non poter agire sulla domanda, favoriamo pertanto quella che si sta già presentando.

Non scordiamoci, inoltre, a questo riguardo, che per ogni euro di PIL prodotto nel campo dell’edilizia se ne inducono nell’indotto altri tre e mezzo.

Puntiamo, in conclusione, sullo sviluppo dei quattro driver a cui ho fatto riferimento, ripartiamo dal mercato residenziale e cerchiamo di essere resilienti e adattivi rispetto ai cambiamenti che verranno”.

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