Valter Muchetti: “E’ necessario un impegno comune e trasversale per uno sviluppo economico all’insegna della sostenibilità e del rinnovamento del nostro patrimonio immobiliare”

In occasione del Think Tank del 24 settembre, l’Assessore alla Rigenerazione Urbana, Commercio, Valorizzazione, Patrimonio Immobiliare del Comune di Brescia Valter Muchetti si è soffermato sulle politiche messe in campo dalla sua amministrazione per il rilancio economico e sostenibile della città di Brescia.

In particolare, Valter Muchetti si è così espresso:

“Durante il nostro precedente mandato amministrativo abbiamo lanciato una politica di zero consumo agricolo, modificando di fatto le politiche di governo del territorio in direzione dello sviluppo sostenibile.

Questo, uno dei tanti esempi del nostro impegno per portare avanti azioni all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità, con uno sguardo rivolto costantemente al futuro delle prossime generazioni.

Anche prendendo in considerazione le numerose criticità presenti su molti edifici della nostra città (di Milano), un tema cruciale, su cui riveliamo grandi difficoltà, è inoltre quello delle soprintendenze. I tempi burocratici sono infatti eccessivamente lunghi. Basti pensare che si impiegano fino a tre anni per valutare un piano di intervento. Vi è allora necessità, in questo senso, di interfacciarsi con le stesse soprintendenze alla ricerca di nuovi e più efficaci strumenti di intervento, al fine di efficientare la pratica di rilascio delle autorizzazioni.

Uno degli obiettivi che dobbiamo porci, in quest’ottica, è puntare a un piano turistico definito e all’avanguardia, al fine di renderci attrattivi e attirare investimenti sullo stesso territorio nazionale. Nel nostro, come amministrazione, siamo riusciti in questi anni a dare vita a un crescente flusso turistico nella zona di Brescia, portando operatori nazionali e internazionali ad investire sull’accoglienza e sulle sue infrastrutture, con ricadute positive sull’economia.

Ricordiamoci sempre, a questo riguardo, che il rilancio del settore turistico è uno dei principali strumenti per incentivare uno sviluppo economico all’insegna della sostenibilità.

Per quanto concerne invece il tema urbanistico e commerciale, grazie a uno studio mirato che ha visto la collaborazione del Politecnico di Milano, abbiamo riscontrato con soddisfazione un calo assai ridotto nel periodo gennaio – settembre 2020 sulle attività di commercio presenti nel centro storico della città di Brescia. In particolare, per sessanta negozi che hanno chiuso, cinquanta sono stati aperti.

Sono state quindi in questo senso proficue le iniziative portate avanti dal governo, dalle regioni e dalle singole amministrazioni. Nel nostro caso, siamo intervenuti con politiche attive, mettendo a disposizione più di un milione di euro per le varie categorie operanti nel settore commerciale e artigianale della nostra città.

Siamo inoltre impegnati nella programmazione di progetti esecutivi, rispetto ai quali auspichiamo un supporto concreto da parte dello Stato tramite il buon utilizzo dei fondi europei, anche nell’adeguamento sismico degli immobili, in particolare delle scuole.

E, tra i vari obiettivi prefissi, vi è anche e soprattutto l’efficientamento energetico degli edifici, la realizzazione di interventi di housing sociale, tutto il necessario, insomma, per contribuire allo sviluppo sostenibile e attento della nostra città.

A conclusione di tutto ciò, voglio quindi chiedere alla stessa Regione Lombardia e al governo centrale uno sforzo importante per dare vita a pianificazioni pluriennali, al fine di conferire una certa continuità amministrativa alle iniziative messe in campo, a discapito dei naturali cambiamenti di colore politico in seno alle stesse cabine di regia.

In questo quadro, l’impegno di tutti noi deve porsi come fine principale quello di non lasciare indietro nessuno, e di pensare, al contempo, che tutto ciò che stiamo facendo sarà il nostro lascito per le generazioni future.

Dobbiamo allora condurre un’azione comune, forte, trasversale, che vada al di là delle varie appartenenze ideologiche e di partito, per concentrarsi anche sullo stesso patrimonio immobiliare, frutto di politiche di espansione attuate nel dopoguerra e dimostrante tutte le sue fragilità, patrimonio immobiliare che va quindi rinnovato all’insegna della sostenibilità”.

 

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