Carla Cappiello: “Dirigiamoci verso Soluzioni Innovative a Basso Impatto Ambientale ed Elevato Risparmio Energetico”

“Per me è un onore essere qui oggi sebbene in modalità virtuale, è un onore ricevere questo premio buone pratiche e per questo ringrazio la giuria per avermi scelta e ringrazio il dottor Carlo Corazza, direttore della rappresentanza al Parlamento Europeo in Italia e naturalmente il presidente di Re Mind Paolo Crisafi. Lasciatemi dire però che questo premio non è solo mio, ma è di tutta la categoria che rappresento, sono come sapete il presidente dell’ordine degli ingegneri di Roma che è il più grande d’Europa, con i suoi 23 mila e più iscritti. E sebbene io, come dire, sia l’espressione di un ordine territoriale, lavoro sempre affinchè venga riconosciuto anche a livello nazionale il ruolo di un ingegnere, che con il proprio operato quotidiano contribuisce alla crescita del nostro Paese, del sistema Paese. La nostra, come tante in questo momento, è una classe professionale che sta soffrendo moltissimo, pensate tutti al blocco dei cantieri, al blocco dell’edilizia, che sta causando e purtroppo causerà una riduzione del PIL che non è indifferente. Purtroppo non sono sufficienti gli interventi messi in atto dal governo per tamponare queste criticità, ci dovrebbe essere una maggiore lungimiranza. Mi sono battuta per tutta la scorsa estate con altrettante rappresentanze del comparto tecnico, affinchè l’articolo 10 del Dl semplificazioni sulla rigenerazione urbana venisse in qualche modo modificato, questa norma ha portato a un ritorno al passato almeno di 15 anni, questo perché gli interventi effettuati su immobili posti nelle aree con vincolo paesaggistico e di zona A diventano sempre più complessi. Il legislatore cioè ha reso equivalenti i centri storici e le zone connotate da una prevalente funzione abitativa, quindi gli edifici di zona A con i nuclei storici.  Le azioni quindi dovranno attenersi a piani urbanistici di recupero e di riqualificazione di competenza comunale che comportano dei tempi lunghissimi, e questo inoltre significa che le limitazioni alla rigenerazione non saranno rivolte solo agli immobili di pregio ma anche a quelli che non dispongono di alcun valore architettonico storico, ma solo perché sono siglati nella città storica. Purtroppo diciamo nonostante una lievissima eco mediatica ricevuta è cambiato poco, anzi, nulla è cambiato. Però io voglio essere ottimista, voglio sperare che si introducano ancora delle correzioni a questa norma. Noi d’altro canto non siamo solo ingegneri singoli, abbiamo degli studi, delle aziende, dei collaboratori e delle famiglie da sostenere, e se ci bloccano il nostro lavoro sarà veramente molto difficile andare avanti. Se poi si andasse a vedere bene, chi va a soffrire di queste situazioni non è più l’utente finale, anzi è l’utente finale ma è il cittadino, che non può più vedere soddisfatte delle prospettive di rigenerazione urbana tesa a migliorare la qualità di vita. Noi abbiamo un grandissimo patrimonio immobiliare da dover tutelare, ma con i terremoti del centro Italia, abbiamo avuto dimostrazione per l’ennesima volta della debolezza del nostro suolo. Purtroppo abbiamo avuto cognizione di quanto il nostro Paese sia carente di prevenzione, di quanto manchi la cultura del rischio, che può essere e deve essere ridotto in maniera sostanziale. Tanto si è sicuramente fatto per tutelare i profili strutturali degli edifici, si prenda ad esempio il sisma bonus, ma ancora poco si fa per tutelare, ad esempio, un altro aspetto fondamentale, cioè l’aspetto impiantistico degli edifici. Si dovrebbe ragionare un po’ più spesso su quanto un impianto, ad esempio uno elettrico fatto male, possa causare serissimi danni sia alla struttura sia a chi vive in quel contesto. Ci si deve dirigere, in sostanza, verso soluzioni innovative a basso impatto ambientale caratterizzate da un elevato risparmio energetico. Tutto questo permetterebbe da una parte di tagliare le spese e dall’altra di proteggere l’ambiente che ci circonda riducendo in modo significativo le emissioni nocive nell’atmosfera.

Sul tema incentivi porto questa ultima riflessione e mi avvio alla conclusione. Oggi sono a disposizione numerosissimi sgravi, come per esempio il sisma bonus 110%, il bonus facciata o quant’altro. Quello che però accade è che non esiste un sistema che permetta di comprendere quali bonus siano cumulabili, quali siano i migliori da scegliere, sarebbe quindi auspicabile e necessario un piano organico che coordini gli incentivi esistenti, ne preveda di nuovi, permetta al cittadino di capire e a noi tecnici di lavorare al meglio uscendo da quella che spesso si instaura, che è una confusione normativa e soprattutto interpretativa”.

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