Marco Mari:“Accettiamo la Sfida della Complessità con le Buone Pratiche Green”

“Ringrazio il Parlamento Europeo Ufficio Italia, ringrazio News Reminder, credo che quest’ultimo non solo vada ringraziato ma vada ricordato perchè è necessario avere degli attori che narrano appunto il tema delle buone pratiche, un tema che forse dimentichiamo e invece quando accettiamo di misurare la nostra capacità, le nostre prestazioni come filiere italiane su pratiche che vengono poi misurate analogamente a livello mondiale, ci accorgiamo di avere delle eccellenze molto rilevanti. Non ultimo ringrazio il presidente di Re Mind Fliera Immobiliare Paolo Crisafi te, per la qualità e la capacità che ha nel mettere insieme tante persone di mondi, di carattere, di pensiero diverse legate da un’appassionata visione positiva della vita. Credo che questo sia proprio il punto da cui ripartire.

La manifattura immobiliare è parte della grande filiera immobiliare che si riaggancia alla filiera edilizia, filiere che dal punto di vista ambientale, sociale, sanitario, sicurezza e quant’altro sono quelle che in generale impattano di più. Occupano in assoluto più lavoro e quindi producono più Pil, attivano le filiere messe insieme, una macro filiera che è tra le più grandi in assoluto, ma hanno anche l’impatto ambientale più potente e, ai giorni nostri, più pesante. Io sono solito ricordare una frase molto laica di Papa Francesco, che dice ‘ci illudevamo, pensavamo, di rimanere sani in un mondo malato’. Ecco il tema della salubrità, quello che stiamo passando oggi, non può essere scisso dal tema della salubrità del nostro pianeta.

Non possiamo sbagliare nella ripartenza. La direzione è sicuramente quella di pensare a un tema che ci è molto vicino, la messa in sicurezza del patrimonio edilizio e immobiliare, che è il punto centrale, ma quando parliamo di messa in sicurezza ci mettiamo tante virgolette. Il sistema edificio, il sistema dell’ambiente sono sistemi complessi, se non teniamo in forte considerazione tutto il tema degli impianti, se non teniamo in considerazione non solo i temi dell’energia, ma anche quelli dell’economia circolare, quelli dei materiali, dei prodotti, dei sistemi che compongono a loro volta l’ambiente costruito, se non teniamo in considerazione la salubrità, se non consideriamo il sistema edificio escludiamo a priori qualcosa che è la qualità del progetto. Sistemi complessi vanno affrontati accettando la sfida della complessità, che forse, per non spaventarci, va narrata con le buone pratiche.

L’obiettivo comune mi auguro sia condiviso, quello di rendere l’ambiente costruito e la filiera immobiliare maggiormente resiliente, sostenibile e salubre. Noi abbiamo delle cassette degli attrezzi eccezionali oggi, non possiamo lamentarci se non le applichiamo, la cassetta degli attrezzi è fondamentale.

Coniugare i temi dell’ambiente costruito nella sua sostenibilità, nella sua resilienza, capacità di resistere ai terremoti, nella sua salubrità, non ci deve far dimenticare un driver fondamentale che è la cultura. Noi abbiamo edifici storici che sono la rappresentazione stessa della cultura del nostro Paese, e li abbiamo sparsi in maniera incredibile anche nel 70% del territorio italiano che è costituito non da megalopoli ma da ‘micropoli’, la parte delle aree interne, i piccoli centri, i comuni sotto i 5000 abitanti sono portatori spesso di eccellenze di cultura immobiliare, storica, testimoniale infinite.

Sarebbe bello se questo sforzo che il mondo della filiera immobiliare sta facendo possa poi vedere un progredire fattivo all’interno per esempio dei think tank promossi da Re Mind”.

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