Alberto Lunghini: “I binari sono una grandissima risorsa su cui investire”

Al Think Thank CULTURA – TURISMO – INFRASTRUTTURE – IMMOBILIARE – SOSTENIBILITA’ PER LA RIPRESA DEL PAESE IN ARMONIA CON IL CREATO dello scorso 24 settembre, promosso da Re Mind Filiera Immobiliare, è intervenuto Alberto Lunghini (Presidente Reddy’s Group), che ha posto un focus sulla situazione italiana di un Paese in difficoltà anche se ha risorse, proponendo una soluzione concreta per creare valore e dove farlo: ad esempio attraverso le ferrovie, perché “i binari sono una risorsa”.

“Noi abbiamo fatto un progetto che prevede l’utilizzo dei sopra binari: dove finisce la stazione come edificio e ci sono le pensiline che proteggono i passeggeri dalle intemperie per poter salire e scendere dai treni. Ecco se si prendono 700 metri mediamente per una larghezza di 50/60 metri si ottengono circa 40 mila metri quadri che potrebbero essere ampiamente utilizzati per creare valore, ed è un valore importante, un valore che serve per creare, per ogni stazione, un punto di attrazione per la popolazione, un punto di incontro, evitando il fenomeno della separazione di parti della città, cosa che di fatto i binari di solito fanno. Ricreerebbero quindi collegamento nella città, porterebbero ricchezza a tutti, agli stessi proprietari o pieni proprietari o titolari dei diritti sui binari; si può arrivare a un valore di 100 euro a metro quadrato anno per una concessione di 90 anni. Ovviamente non si chiedono in proprietà i binari e tutto quello che realizziamo sopra i binari, piastroni al posto delle pensiline, lasciano perfettamente in funzione l’attività dei treni.

Tutto questo è già avvenuto all’estero, sono già state fatte esperienze di questo tipo, ci sono già degli esempi concreti e ci sono anche imprese italiane che hanno realizzato questo; ma cosa più importante ci sono degli investitori italiani e internazionali disposti ad investire in immobili, in queste macchine produttrici di reddito, che vengono realizzati sopra i binari.

Abbiamo preparato tre progetti iniziali: il primo riguarda la stazione di piazza Cadorna a Milano. La realtà giuridica di questo progetto è abbastanza complessa, mi riferisco alle proprietà e ai diritti di chi può parlare sui binari: nello specifico, infatti, si deve fare una gara pubblica ed è evidente che sia tutto assai complesso.

Se ci fosse la volontà di esaminare i numeri che abbiamo elaborato e vedere se si possono mettere insieme gli interessi di tutti gli stakeholders, veramente ci si renderebbe conto dei grandissimi vantaggi che questo progetto porterebbe a tutta la nazione. Innanzitutto per le città dove vengono realizzate le singole opere e questi interventi evidentemente vedono la luce nelle città più importanti. Queste azioni si fanno partendo da esempi iconici che possono essere attrattivi anche per gli investitori internazionali; una volta realizzate, l’effetto trascinamento quasi sicuramente porterà dei benefici anche sui medi centri e sulle medie città.

Stiamo parlando di investimenti importanti, da 500 milioni di euro per 40mila metri quadri di binari sui quali noi interveniamo, ma si possono creare veramente nuovi posti di lavoro, lo stesso Ministero delle finanze dovrebbe esserne lieto, perché abbiamo fatto un esame dettagliato di questo, la ricaduta fiscale, quindi maggiori entrate fiscali per lo Stato (potrebbero essere all’anno tra gli 80 e i 160 milioni per stazione ferroviaria di imposte) per il semplice fatto che si crea una nuova macchina dove adesso c’è semplicemente dell’aria e soprattutto anche un brutta visuale.

A metà degli anni ’90, quando nacque Metropolis se ricordo bene, a coordinare tutti i corsi di formazione per i dirigenti e per i funzionari delle ferrovie dello Stato che dovevano contribuire attivamente al fenomeno e valorizzare il patrimonio immobiliare delle ferrovie dello Stato, troverà il nome Lunghini. Non è un ritorno sul luogo del delitto, ma è una palla che ho lanciato e che resta tutt’ora in campo”.

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