Francesco Burrelli: “Codificazione importante per la crescita dell’autorevolezza degli amministratori”

Impegnato attivamente su più fronti, partecipa con entusiasmo al meeting indetto da Re Mind lo scorso 24 settembre anche il presidente Anaci, nonchè Vice presidente Re Mind, Francesco Burrelli, che si professa soddisfatto dell’operato svolto in questi mesi ma convinto che si possa fare sempre di più.

Alla domanda “che cosa si sente di chiedere al governo?” risponde inizialmente “Al governo hanno fatto delle cose buone perché questo provvedimento, sicuramente storico, continua a migliorare quelli che erano già i bonus dal 36% fino al 110%, un’opportunità impagabile per riqualificare il nostro patrimonio immobiliare tutto”, per poi proseguire “che ci siano dei problemi, delle rigorosità, degli elementi da verificare molto attentamente questo è un’altra questione”. Si parla di serietà e di competenza richiesta ai professionisti che tutta la Filiera deve mettere in campo in questo momento, un obiettivo che Re Mind e Anaci, insieme, devono far diventare prioritario: la riqualificazione di tutta la Filiera del patrimonio immobiliare è da mettere al primo posto. “Solo ed esclusivamente se il patrimonio immobiliare sarà gestito, mappato, verificato, controllato da professionisti seri con i requisiti stabiliti dalle leggi vigenti, sicuramente il cittadino avrà un punto di riferimento preciso. E questo il Governo non può trascurarlo”. Nello stato attuale delle cose Burrelli precisa che effettivamente, solo osservando i vari decreti messi in campo dal governo, come il Decreto Rilancio o il Decreto Semplificazioni, alcune cose potevano essere migliorate. Facendo poi strettamente riferimento al proprio campo di azione sottolinea che tra i diversi miglioramenti da apportare necessita di un’attenzione preponderante la figura dell’amministratore, “una figura professionale” che la legge 4 del 2013 definisce in modo puntuale e strutturato, specificando quali requisiti deve avere. Nella Filiera immobiliare è quindi una figura importantissima non solo per gestire le assemblee condominiali ma anche per effettuare gli eventi trainanti del super bonus da 110%. “Non può essere tralasciata da tutti quei provvedimenti e non può essere ignorata, e quindi il governo deve dare una particolare attenzione a questo professionista che cura il 70% degli italiani che vivono in condominio, quindi circa 40 milioni di italiani. È giusto quindi che questi 40 milioni di italiani abbiano un riferimento preciso, un riferimento oggettivo che riguarda le responsabilità di tutte le figure, e quindi quella certificazione di conformità, quella revisione della congruità dei vari compensi che ci devono essere deve riguardare anche l’amministratore”. E’ questa la vera richiesta che Burrelli rivolge al governo: “Non si può ignorare il fatto che l’amministratore di condominio è una figura essenziale, non si può ignorare il provvedimento che si possono anche fare assemblee online, non si può ignorare che nel frattempo l’amministratore in questi sei mesi non ha potuto indire l’assemblea per un provvedimento importantissimo che era quello di tutelare l’emergenza Covid-19, di tutelare il distanziamento, di tutelare la sanificazione, di tutelare i diversi condomini”.

Quindi ulteriore compito del governo sarebbe quello di riconoscere l’importanza della figura e del ruolo svolto dall’amministratore condominiale in quanto custode di un certo abitato che è esso stesso un luogo di lavoro al cui interno orbitano altre figure: i professionisti della Filiera, il responsabile del lavoro, il coordinatore della sicurezza, il direttore dei lavori, le imprese che operano all’interno del condominio. “Il Governo deve capire tutto questo e io l’ho già detto pubblicamente” dice Burrelli facendo riferimento all’incontro avvenuto a Lecce col sottosegretario Fraccaro. “Lo ringrazio per la sua disponibilità, lo ringrazio per il provvedimento del super bonus 110% di cui è sicuramente padre, ma gli ho detto ‘attenzione alla figura dell’amministratore’: costruiamo un comitato di garanzia presso il Ministero di Giustizia o anche presso il Mise, costruiamo delle regole per far sì che l’amministratore di condominio, rispetto alla legge 4 del 2013, abbia quello che gli spetta come professionista, che sia punto di riferimento e di garanzia per i cittadini, e come tale, essendo un professionista regolarizzato legislativamente, che sia rispettoso della legge e delle sue responsabilità, e che qualora non lo fosse non dico venga radiato ma possa essere impedito o sanzionato”.

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