Cornetti in Azimut per un’Operatività negli Investimenti Immobiliari

Anche la Azimut Holding S.p.A. che nasce come società indipendente che si occupa di consulenza e gestione patrimoniale, con Andrea Cornetti e il suo background di esperienze nel settore real estate, entra in un settore strategico per gli investimenti alternativi con una figura di primo piano di grandissima competenza che permette alla società di avviare da subito la propria operatività negli investimenti immobiliari con un focus anche sulle infrastrutture sociali. Con questa mossa Azimut si lancia nell’immobiliare con una particolare attenzione all’integrazione tra risparmio gestito e immobiliare che rappresenta sempre di più un fenomeno in crescita perchè può generare investimenti interessanti, vista anche la mole del risparmio gestito, gigantesco rispetto a quella dell’immobiliare.

“Condivido e sono vicino anche alle preoccupazioni del presidente Oliveti in relazione ai temi di scali di cui da tempo si fa portavoce” esordisce Cornetti al think tank di Re- Mind dello scorso 24 settembre. Ci tiene tuttavia a precisare che da questo punto di vista cominciano ad arrivare dei segnali confortanti anche dalla pubblica amministrazione e dalla politica. Fa riferimento nello specifico all’ultimo emendamento al DL Semplificazioni che di fatto è andato a normare, a identificare le infrastrutture sociali prevedendo per altro degli iter in qualche modo semplificati per gli investimenti da parte di soggetti pubblici o soggetti istituzionali nelle infrastrutture sociali. “E’ un segnale forte che da aperture anche a soggetti istituzionali che possono in qualche modo supportare il pubblico a fare quello che purtroppo il pubblico non riesce a fare autonomamente “per colmare il gap infrastrutturale che il Paese ad oggi ha” dice Cornetti. Probabilmente questo gap era stato evidenziato anche in precedenza, ciò non toglie che questo è senz’altro il momento di investire fortemente in questo settore. La riflessione a cui perviene è quella che accomuna in concreto gli altri interventi del meeting, ovvero che la pandemia non ha fatto altro che incrementare ulteriormente, accelerare i trend che si facevano sempre più evidenti, un fatto che accomuna tutti i settori. Quindi ad oggi c’è un’assoluta necessità di coinvolgere il risparmio dei grandi investitori verso iniziative che aiutino il Paese e di fatto indirettamente aiutino gli stessi investitori perché supportano gli stakeholders che garantiscono poi la sopravvivenza nel lungo periodo. “In quest’ottica le infrastrutture cui faccio riferimento sono di vario genere, fattore comune è quello che sono strutture che in qualche modo consentono di avere una ricaduta positiva su una pluralità di soggetti, su una comunità, sul territorio, da questo punto di vista quindi veramente sono diverse le tipologie di investimento che noi seguiamo con il fondo infrastrutture per la crescita che noi stiamo lanciando in questo periodo”. Continua Cornetti facendo qualche esempio di queste tipologie: scuole, università, ma anche strutture sanitarie, il mondo dell’abitare, quindi studentati, senior housing, e più in generale il mondo dell’ambiente, della società, con investimenti più infrastrutturali che riguardano il ciclo dei rifiuti, il ciclo delle acque, la mobilità sostenibile, gli impianti sportivi ecc.

Si parla quindi di un tipo di investimento che è molto ampio, molto diversificato, il quale però ha il minimo comune denominatore nel fatto di contribuire strutturalmente e organicamente a sostenere il Paese e soprattutto a rilanciarlo; inoltre, come sosteneva in precedenza Cornetti, indirettamente a rilanciare anche tutti gli stakeholders che in qualche modo garantiscono la sostenibilità di tutti e il futuro di tutti quelli che di fatto lavorano in Italia e partecipano alla formazione di questi grandi investitori. “Al tempo stesso è evidente che parliamo sempre di investimenti e quindi come tali devono dare un ritorno finanziario” prosegue l’amministratore delegato di Azimut, “Questa però è una set class che da particolari vantaggi, non a caso all’estero sono molto sviluppate questo tipo di iniziative perchè banalmente c’è una carenza di offerta da questo punto di vista, quindi c’è una necessità di investimento, ma anche perché il profilo di rischio è molto limitato principalmente per due fattori: da un lato si investe in bisogni primari, quindi c’è un rischio minore di investimento, dall’altro perchè le tipologie di investimento sono molto diverse l’una dall’altra per cui c’è una grande diversificazione degli investimenti e complessivamente c’è una riduzione del rischio dell’investimento; sostanzialmente questo investimento se da un lato da un ritorno finanziario dall’altro può veramente garantire un contributo al rilancio del Paese e al sostegno degli stessi soggetti che investono in prodotti di questo tipo”.

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