Rean sul Real Estate: “Un business che non può essere completamente digitalizzato”

Filippo Rean

Un contributo dall’estero è quello che ci è pervenuto da Filippo Rean

Un contributo dall’estero è quello che ci è pervenuto da Filippo Rean per il think tank del 24 settembre al meeting indetto da Re Mind. Da Parigi nello specifico, cosa che ci mette davanti al fatto compiuto che con la tecnologia si possono superare barriere ed ostacoli pensati come invalicabili fino a poco tempo fa, che riesce ad unire virtualmente quello che il lockdown e le condizioni di precarietà in cui orbitiamo ci impediscono di vivere fisicamente. “E’ estremamente difficile in questo momento recarsi in Italia e viceversa” esordisce Rean, facendo riferimento in particolare alla situazione sanitaria che ha coinvolto la capitale francese, condizione che si sarebbe ulteriormente aggravata proprio nelle ultime settimane. “Per fortuna i nuovi sistemi tecnologici permettono di mantenere gli scambi vivi e la comunicazione attiva” continua. La tematica della socialità e della sinergia non deve venire meno e i social e le diverse piattaforme che sono salite alla ribalta durante il lockdown hanno permesso e continueranno a permettere e mantenere vivo, attivo, propositivo lo scambio di idee e di fatti. Sottolinea e rimarca l’importanza dei momenti di incontro auspicando però che non avvengano solo in modo digitale ma anche fisico. “Vedersi, parlarsi e interagire con fiducia negli ultimi mesi è venuto meno e dobbiamo ricordare che il settore immobiliare resta una professione forgiata più di altre dalle relazioni umane. L’immobiliare e la fabbrica delle città necessita anche di scambi informali, di scambi faccia a faccia”.

Sostenibilità e talento sono le chiavi per rinvigorire le nostre città nell era post-Covid e per superare le paure, è questo uno dei messaggi giunto dalla Paris real estate week che si è svolta a Parigi nellambito delle manifestazioni MIPIM e Propel. Un evento che si è svolto, ci tiene a precisare Rean, in forma sia presenziale, nonostante le note difficoltà logistiche, sia online e che mette le basi della volontà di continuare sulla strada degli eventi del settore real estate in forma “fisica” o “ibrida”. Il convegno infatti è stato programmato in due fasi, lasciando la libertà ai visitatori di scegliere di partecipare alle conferenze di loro scelta, perché i player del real estate manifestano la volontà e la necessità di ricominciare a incontrarsi e confrontarsi.

Si dichiara contento e soddisfatto il direttore del MIPIM sull’andamento generale della Paris real estate week anche dal punto di vista della partecipazione presenziale: 1500 partecipanti fisici nei tre giorni dell’evento. Non si parla dei grandi numeri a cui solitamente si fa riferimento ma considerando il momento che stiamo vivendo l’incontro è stato un successo.

La maggior parte dei partecipanti fisici provenivano dalla Francia e molti relatori si sono presentati a Parigi, incluso lassessore Pierfrancesco Maran del Comune di Milano, mentre dal resto del mondo si sono collegati ai vari eventi tramite le piattaforme dedicate online. All’interno della manifestazione si è parlato di tematiche plurime riguardanti in particolare lurbanizzazione, la digitalizzazione e la sostenibilità.

Tre giorni di fuoco di confronto serrato per la ripresa, per varare strategie di rilancio per uscire dalla crisi o quanto meno di gestione della crisi, da parte degli imprenditori immobiliare presenti. “C’è una certa inquietudine se questa situazione dovesse permanere per l’onda lunga che potrebbe esserci” dice Maran, “C’è un problema di scouting di nuove possibilità” prosegue, evidenziando quanto è emerso dal convegno su cui hanno posto un marcato accento i nuovi sindaci francesi di Lione, Marsiglia e Bordeaux, dove le nuove amministrazioni green, ecologiste stanno iniziando a scoprire il mondo dell’immobiliare e chiaramente per essere preparate al meglio necessitano di uno scambio e di un dialogo col mondo immobiliare per far partire nuovi progetti.

Per fare sì che tutto questo possa materialmente verificarsi il MIPIM si impegna quindi ad organizzare eventi professionali degni anche in un periodo eccezionale come quello che stiamo attraversando, nel pieno rispetto delle linee guida sanitarie. “Nessuno esce indenne da questa crisi, e nemmeno noi” sostiene Maran, ma questa situazione “ci incoraggia ad accelerare la nostra trasformazione: MIPIM non è più solo il principale incontro professionale per il settore immobiliare ma anche un Summit per dibattere e riflettere sulla città, lasciando ampio spazio ai decisori pubblici e privati innanzitutto intorno all’innovazione, oggi essenziale per immaginare l’immobile di domani”.

La crisi ha posto tutti anche davanti alla necessità di accelerare i cambiamenti in atto: l’immobiliare deve ora pensare a livello edilizio, non solo al singolo immobile ma anche a livello di quartiere e di città. A questo punto, gli attori sono tutti interdipendenti, soggetti alle stesse grandi sfide (densità, clima, ecc.) e devono essere ancor più collegati con le autorità pubbliche.

Dopo essere stato a lungo il principale incontro professionale nel mercato immobiliare internazionale, il MIPIM si è posto quindi l’ambizione di diventare il vertice, dove privati, pubblici, esperti tecnologici esaminano le questioni contemporanee della città; In tal senso la Paris Real Estate Week segna una svolta decisiva che si perpetuerà nelle prossime edizioni.

Infine Rean ha fatto presente che “Il MIPIM ha realizzato insieme a Re Mind, all’ Enit e a Fondazione Patrimonio Comune la Guida 2020 agli investimenti turistici e immobiliari in Italia”, con l’importante Patrocinio del Ministero degli Esteri Italiano. Questa fondamentale iniziativa editoriale, coordinata dall’Avv. Francesco Capitta, è nata per dare elementi di conoscenza su come poter operare in Italia agli investitori internazionali. Attualmente disponibile sul sito di Re Mind Filiera Immobiliare, sarà presentata ufficialmente al Mipim di marzo 2021 a Cannes.

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