Antonio Ciucci:“Roma deve Rinascere attraverso la Rigenerazione, la Riqualificazione e gli investimenti sugli immobili”

Ha partecipato al Think Tank dello scorso 2 ottobre, promosso da Re Mind Filiera Immobiliare presieduta da www.paolocrisafi.it, anche Antonio Ciucci (Vice Presidente Acer Roma) che si è soffermato su alcuni spunti emersi precedentemente dal dibattito, in primis il recovery fund, il fulcro di tutto.

“Sono d’accordo con Gabriele Scicolone (Presidente Oice) sul fatto che ci siano luci ed ombre sul Decreto Semplificazioni, nel nostro mondo partiamo da un codice imperfetto che è stato modificato in maniera parziale, da uno sblocca cantieri a termine addirittura, siamo passati per un regolamento che stava per uscire ma che siamo in attesa che venga modificato perché intanto è uscito il Dl semplificazioni” sostiene.

Ci muoviamo in un quadro molto complicato ed è evidente che allo stato attuale delle cose nessuna regola serve se non ci sono le risorse. “Oggi ho sentito dire giustamente che è dal 2008 che il Paese è in crisi, il settore delle costruzioni e il comparto della filiera immobiliare sono in crisi, settori trainanti che hanno sofferto. Giusto per dare qualche numero per quanto riguarda l’edilizia stiamo parlando di 600.000 posti di lavoro bruciati, 130.000 imprese chiuse. Il 2019 poi è stato un anno di timida ripresa, ma oggi tutti noi siamo letteralmente ‘appesi’ alle risorse europee. Il governo è riuscito a portare a casa 209 miliardi, una cifra sicuramente consistente, ma di questi 209 miliardi però anche noi vorremmo capire, e ad oggi non è affatto chiaro, quanti saranno effettivamente destinati al nostro settore”.

Ribadendo l’importanza di investire, il vice presidente di Acer Roma ci tiene a precisare però che non bisogna avere solo regole ma è indispensabile avere i progetti. “Noi siamo molto indietro con la progettazione, siamo molto indietro con tutto il pacchetto di approvazione dei progetti. Tutto ciò che è a valle e a monte del progetto non è affatto semplificato, rimane molto complesso, e l’Europa ci ha dato delle scadenze. La paura più grande è che queste risorse atterrino di fatto su opere pluriennali, programmate da tempo, in esecuzione, che sgraveranno il bilancio italiano ma che di fatto non comporteranno un nuovo impulso all’economia del Paese che è quello che aspettiamo tutti. Questo è un grande punto interrogativo nonché uno dei temi più caldi del momento”.

Per quanto riguarda il discorso della capitale, Ciucci senza giri di parole sostiene la doppia problematicità di Roma, “un problema nel problema”. Innegabilmente infatti la città ha sofferto ancora di più questa crisi ma soprattutto soffre adesso di una mancanza di risorse e di una mancanza di regole. “Qualcuno prima ha ricordato la legge Roma Capitale imperfetta che non si è mai perfezionata, che non dà alla città i giusti poteri che deve avere in quanto capitale d’Italia e in quanto territorio molto complicato, molto esteso, non confrontabile con un altro comune italiano”, sostiene Ciucci, “oggi il problema Roma non è abbastanza rappresentato, io non leggo i temi centrali, la città Roma come investimenti, come quota di questi famosi soldi che devono arrivare, come regole. Non vorrei ovviamente che in mezzo ci dovesse essere il ragionamento sulle prossime elezioni. A tal proposito forse sarebbe il caso adesso di riuscire a fare un passo in avanti, chiunque vinca. Non c’è colore nella città che è la capitale di tutti gli italiani. Quello che si dovrebbe fare, evidentemente, è dare nuove regole alla città e delle risorse a priori, a prescindere”.

Ciò che il vicepresidente di Acer Roma, in conclusione, si auspica che accada è che Roma risorga attraverso investimenti, attraverso la rigenerazione urbana; quest’ultima però non potrà mai partire se non partiranno gli investimenti pubblici sulle metropolitane, sull’avvicinamento delle persone ai posti di lavoro, sulla riqualificazione della città, sul decoro. È evidente che questo è attrattivo per gli investimenti, fa crescere il valore patrimoniale degli immobili e probabilmente costituirà il ‘nuovo Rinascimento’ della città. In questo, rivolgendosi ancora una volta al presidente di Re Mind Filiera Immobiliare, ha fatto presente che bisogna unire le forze, senza colori, senza principi, per avere una città grande che veramente merita di esserlo.

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