Massimo Cimatti: “Concentriamoci su Progetti di Valorizzazione del Patrimonio Turistico-Culturale per sviluppare Armonicamente, Armoniosamente, l’intero Sistema Nazionale”

“Il turismo e l’immobiliare sono due temi che effettivamente vanno molto a braccetto, perché il turismo evidentemente ha bisogno di luoghi e quindi di immobili e perché l’immobiliare ha un potenziale di lavoro all’interno dei progetti turistici che è davvero enorme.

Negli ultimi anni sto continuando a portare avanti questo mio progetto artistico culturale, ma per farlo al meglio, mi rivolgo soprattutto a coloro che si occupano di immobili, bisognerebbe smettere di guardare in modo miope soltanto alle grandi città italiane e dovremmo guardare alla provincia, media e piccola, perché il nostro è un territorio tutto da scoprire sotto il profilo culturale, turistico e immobiliare. Esiste un quantitativo enorme di immobili e di terreni sul territorio che sviluppati all’interno di un armonico progetto potrebbero dare molta soddisfazione economica al sistema Italia.

Lavorare e concentrarsi su un vero progetto di valorizzazione del nostro patrimonio turistico culturale, significa non solo arricchire il settore immobiliare, ma anche dare lavoro al settore turistico; operare su un progetto di valorizzazione significa poi davvero molto per il settore della cultura, perché permette di riscoprire tutte le meraviglie del nostro Paese che purtroppo neanche noi spesso e volentieri conosciamo, essendo concentrati sui soliti luoghi. Siamo talmente ricchi di belle cose che non dovremmo accontentarci di far vedere solo Firenze, Venezia, Roma, ma ogni angolo dell’Italia può essere pensato, organizzato, valorizzato e promosso per il turismo.

Vorrei precisare che nel turismo culturale di cui parlo, inserisco anche il settore enogastronomico: il turismo mondiale di oggi si muove moltissimo sotto un profilo esperienziale, e quindi poter programmare un vero pacchetto armonico di offerta che faccia vedere e mostri le bellezze e i virtuosismi di questo Paese a 360° sarebbe incredibile. Siamo un Paese che rispetto al resto del mondo è davvero piccolo, eppure ne siamo al centro essenzialmente per la nostra storia e per la nostra cultura, sprecare le risorse che abbiamo in tal senso sarebbe un errore imperdonabile.

Creare un progetto artistico culturale significa mettere insieme delle forze perché ci vuole sicuramente un’attenzione normativa che consenta a chi si lancerà in questo progetto di sviluppare in modo abbastanza veloce e serio i patrimoni immobiliari che abbiamo in Italia, cercando di realizzare un unicum progettuale che abbia come matrice la cultura. In tal senso abbiamo sicuramente bisogno dell’attività dei Ministeri sia per la parte infrastrutturale, sia per la parte normativa, sia per le parti burocratica e fiscale che almeno risultino meno complicate e meno pesanti soprattutto nell’ottica degli investimenti nel nostro Paese. Conosciamo bene le potenzialità e le meraviglie che possiede l’Italia, ma ne conosciamo anche i difetti; tra l’altro i patrimoni immobiliari ‘nostrani’ sono talmente tanto belli e variegati che il progetto artistico e culturale su cui mi sto concentrando ha l’ambizione di comprendere quanti più possibili patrimoni sparpagliati su tutto il suolo nazionale.

Prendendo poi spunto da un progetto francese attuabile anche nel nostro Paese, ci sarebbero poi tanti altri immobili che sono le antiche colonie di mussoliniana memoria, che fanno capo al demanio, ai privati, ad enti ecclesiali, e oltre i grandi immobili della Chiesa o dello Stato da poter utilizzare come alberghi; si potrebbe immaginare di sviluppare una sezione “auberge de jeunesse” con una ventina di colonie, per farne una 2.0, chiamandola evidentemente con un nome diverso. In tal senso, prendendo come spunto dicevamo il modello francese, potremmo tranquillamente pianificare e costruire da soli un modello “nostrano” che sviluppi tutto questo.

Sempre rifacendomi poi ad un altro modello francese, questa volta quello delle ‘mobile-home’, si potrebbe applicare nel nostro Paese un sistema similare: avendo a disposizione sul suolo nazionale tante terre che sono inutilizzate, si potrebbero realizzare in questi terreni veicoli terrestri abitabili destinati all’occupazione temporanea o stagionale per differenti attività. A tutto ciò poi andrebbe aggiunta la pianificazione e organizzazione di come fare per portare turisti in questi luoghi che oggi non sono molto considerati: sicuramente tutto ciò necessiterà un grandissimo impegno nel presente, ma in futuro, proprio grazie a questi progetti di riqualificazione, queste zone ne usciranno arricchite e più forti.

L’obbiettivo è quindi quello di sviluppare armonicamente, armoniosamente, l’intero sistema nazionale: i grandi investitori saranno così interessati non più solamente alle grandi città che ormai sono affollatissime, ma porranno la dovuta attenzione anche ad altri posti straordinari attualmente meno conosciuti.

Concludo ringraziando per il lavoro svolto e che continua a svolgere con grande impegno Paolo Crisafi, presidente di Re Mind Filiera Immobiliare, un lavoro di cui abbiamo bisogno e che permette poi a tutti noi di continuare ad operare bene in sinergia”.

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts