Marco Caputo (Rai Cultura) al Gran Tour Re Mind

Al “Gran Tour Re Mind, Politiche Culturali e Turistiche per la Conoscenza e lo Sviluppo Economico dei Territori”, promosso dal Presidente di Re Mind Paolo Crisafi, è intervenuto Marco Caputo (Vicedirettore di Rai Cultura) che ha affermato:

“Buon pomeriggio a tutti, ringrazio Remind per l’invito e il suo presidente Paolo Crisafi per aver organizzato questo interessante evento culturale.

Innanzitutto vorrei dire che apprezzo moltissimo la decisione di inserire il mio intervento del webinar nella sezione ‘Promuovere la Bellezza”, perchè di bellezza di Italia ne abbiamo davvero in ogni dove. Il nostro patrimonio è straordinario e unico, complesso e articolato e favorire una consapevolezza collettiva di un qualcosa di così sconfinato è un’impresa titanica che però viene portata avanti da sempre con impegno e dedizione dalla Rai e in particolare da Rai Cultura.

Noi abbiamo la fortuna di avere una Costituzione che pone i beni culturali e la cultura in generale al primo posto, non solo con l’art.9 che è volto alla tutela del nostro patrimonio, ma anche l’art.2 che difende i diritti inviolabili dei cittadini e in particolare l’art.3 che tratta di identità come memoria. Ecco in questo contesto si inserisce il ruolo della Rai come servizio pubblico, e in particolare il ruolo e l’attività portata avanti da Rai Cultura, nata nel 2015, che fin dagli esordi si è sempre impegnata al massimo per rendere la cultura fruibile e disponibile a tutti.

Infatti una delle mission di Rai Cultura è quella di dar voce a tutte le diverse sfaccettature della cultura, dell’arte, come anche la musica; vedo la Soprano Ekaterina Bakanova e mi viene in mente quanto abbiamo dedicato moltissimo all’attività lirica, iniziando dalla gestione di grandi eventi culturali, come la diretta della prima alla Scala.

In questa cornice generale, si è inserita la nostra attività, qualcosa che ha avuto un ottimo riscontro di pubblico e che ci ha quindi spinti e spronati a fare sempre di più. Quest’anno e mezzo è stato in generale “di fermo” per l’intero Paese, ma non per noi di Rai. Basti pensare che abbiamo addirittura raddoppiato la nostra offerta.

Allo scoppio della pandemia in Italia, nei giorni dei primi contagi, quando la situazione sembrava ancora gestibile e isolata, in realtà si stava già immaginando come la Rai potesse fornire un sostegno e un supporto concreto all’eventuale chiusura e aggravamento della situazione. In tal senso, abbiamo cercato di fornire, con i nostri programmi, una finestra sul mondo e restituire qualcosa di diverso rispetto al consueto bollettino dei contagi, al fine di ascoltare le esigenze che venivano dal nostro pubblico. Abbiamo a tal proposito introdotto nuovi programmi per offrire elementi sempre diversi alle diverse fasce di pubblico.

Giusto per fornire qualche dato più preciso, siamo passati da una media di 250/300 ore a 1400 ore annue di trasmissione musicale, sia sui nostri canali sia sulle reti generaliste. Tutto ciò ha comportato un impegno significativo, avendo messo a disposizione degli spettatori tutto quello che registravamo, con il supporto delle istituzioni e dei teatri.  Questi ultimi infatti ci hanno fornito tutti i diritti per poter trasmettere ogni cosa, cercando anche di compensare le chiusure forzate della stragrande maggioranza delle attività culturali.

Una scelta strategica importante poi è stata quella di adeguarci a livello tecnologico, ricorrendo sempre più al digitale e incrementando l’offerta della nostra piattaforma. Abbiamo quindi sfruttato questa fase difficile anche per innovare e andare sempre più incontro alle esigenze del pubblico. Il compito di Rai Cultura infatti, non è solo quello di trasmettere contenuti, ma anche permettere una differente fruizione, cercare nuove strade al fine di integrare e ampliare la platea avvicinando quindi a contesti culturali variegati tutte le tipologie di cittadini”.

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