Ignazio Abrignani all’incontro “GRAND (TOUR)ISMO ITALIA” Remind

All’incontro “GRAND (TOUR)ISMO ITALIA” Remind del 27 settembre 2021 è intervenuto il Presidente dell’Osservatorio Parlamentare sul Turismo Ignazio Abrignani che ha così dichiarato:

“Innanzitutto ci tengo a ringraziare per l’invito il Presidente Paolo Crisafi per questo incontro veramente di alto livello, non solo per la presenza del Ministro del Turismo Massimo Garavaglia e dei Presidenti delle Commissioni Parlamentari preposte, ma anche per la partecipazione di tutte le altre autorità internazionali, nazionali e locali fra cui Consiglieri, Assessori e vari rappresentanti del turismo.

Noi come osservatorio proprio del turismo abbiamo una visione più complessiva e non delle singole regioni, e ci accorgiamo spesso e volentieri che il turismo, che viene all’inizio di ogni legislatura richiamato e decantato, poi di fatto non è seguito da fatti precisi. Quindi direi innanzitutto che questa legislatura ha avuto il grande merito di istituire il ministero del Turismo, che di per sé ridà una grande dignità a questo settore che ne aveva bisogno. In precedenza infatti esistevano dei dipartimenti del ministero dello sviluppo economico, della cultura, seppur dipartimenti importanti, ma il fatto adesso di essere ministero sicuramente è un aspetto positivo.

In quest’ottica di visione generale ho raccolto anche io molti spunti che sono emersi, un paio proprio dagli ultimi interventi. In questo Paese il Turismo è spesso lasciato a un livello artigianale, manca un vero e proprio piano industriale, non c’è un’organizzazione generale che riesca in qualche modo a identificare, un po’ perché c’è sempre stata una difficoltà di rapporti tra l’organo centrale e le regioni. Il primo spunto allora è proprio questo, ovvero che la sinergia tra le regioni e il ministero diventi fondamentale in cui momento in cui i soldi stanno per arrivare, perché questo lavoro sinergico è sicuramente un modo vincente per poter portare avanti quel piano industriale che manca.

Più volte è stato detto dal ministro che forse questo è il settore che più ha risentito della pandemia in tanti aspetti. Allora nel momento in cui ci si può rimettere in moto, man mano, gradualmente tornare a vederci, allora è evidente che noi dobbiamo sfruttare questa occasione per cambiare. Nel 2019 il 70% dei visitatori stranieri dava il PIL a quattro province italiane. Allora avendo questa occasione, soprattutto nel momento in cui la pandemia ha fatto riscoprire ai cittadini i borghi, i posti tranquilli dove andare, il nostro Paese a chi non lo conosceva invece di andare all’estero, sarebbe un peccato sprecarla. Noi dobbiamo provare a creare un piano industriale che spalmi sul territorio soprattutto i turisti stranieri. Questo darebbe maggior respiro a questi borghi, piccoli comuni che spesso sappiamo perdono popolazione, perdono PIL, perdono occupazione. Quindi dare occupazione, dare spinta alla stabilità dei cittadini di questi comuni già è un fatto positivo.

Uno dei nostri problemi, oltre alla stagionalizzazione in molte regioni, soprattutto quelle marine, è anche quello della permanenza. Creare un’ulteriore possibilità di attrazione, inserire il borgo in un circuito, potrebbe incentivare il turista straniero che trascorre un paio di giorni in città a passare il terzo giorno in un luogo diverso. Se noi continuiamo a lasciare isolati i nostri borghi senza possibilità che ci sia una rete d’impresa, non ci sarà mai un collegamento, al di là delle infrastrutture, proprio diciamo logico per poter andare lì.

Come osservatorio, spingere alla creazione di questo piano industriale, per creare da questo “Grand Tour”, che sarebbe delle grandi città, il “New Tour”, che dovrebbe essere quello verso i borghi, i piccoli centri, sarebbe un grandissimo passo. Questi luoghi infatti per loro natura hanno una vocazione turistica perché hanno delle bellezze culturali ed eno-gastronomiche del tutto particolare. Ogni regione italiana, ogni comune italiano può avere la propria enogastronomia, per cui ci sono tutte le condizioni per creare un piano di raccordo regioni-ministero attraverso i fondi che arrivano dall’Europa, creare un percorso per un piano industriale che spalmi sul territorio italiano i turisti. Già mettere in pratica tutto questo sarebbe un grandissimo risultato per il nostro Paese, e a tutto questo può contribuire una corretta promozione che deve far crescere e strutturare il portale Italia anche all’interno delle regioni affinché possano immettere i loro contenuti per aumentare le opportunità di rilancio del turismo nel nostro Paese”.

 

 

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