Luca Zaia all’incontro “GRAND (TOUR)ISMO ITALIA” Remind

All’incontro “GRAND (TOUR)ISMO ITALIA” Remind del 27 settembre 2021 è intervenuto il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che ha così dichiarato:

“È con grande piacere che porto il saluto e il contributo della Regione del Veneto a questa importante iniziativa. Con oltre 71 milioni di presenze, il Veneto prima del COVID era (ed è) una delle regioni più rilevanti a livello europeo, con un tessuto imprenditoriale diffuso in modo capillare su tutto il territorio e un’offerta turistica che spazia dal mare alle città d’arte, dalla montagna estiva e invernale al lago, dalle terme ai parchi naturali. Il Veneto turistico è diventato quel che è grazie a ciò che l’uomo e la natura hanno lasciato in eredità a questo territorio e al ruolo operoso dei tanti imprenditori ed operatori. Il Veneto è conosciuto nel mondo per le sue destinazioni, Venezia e le altre città d’arte, Verona, Padova, Vicenza, le Dolomiti e Cortina, tutte le spiagge della costa veneta, il Lago di Garda, il Delta del Po, le Terme Euganee di Abano e Montegrotto, Treviso e i suoi prodotti, le città murate e i borghi. I 9 siti riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’umanità – ultimi in ordine di tempo le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene e il ciclo degli affreschi del Trecento

a Padova – arricchiscono una già importante offerta culturale e paesaggistica.
L’incontro di oggi si colloca nella parte conclusiva di una stagione estiva che in Veneto come nel resto del Paese sembra avere dato una boccata di ossigeno alle nostre imprese, soprattutto nelle destinazioni legate al turismo all’aria aperta come il mare, la montagna, il lago e a quelle connesse al concetto stesso di “star bene” come le terme.
Certo, le città d’arte, il turismo dei grandi eventi e i flussi intercontinentali sono ancora in sofferenza, ma complessivamente possiamo registrare segnali di ripartenza che fanno ben sperare.
Probabilmente non potremo più guardare al prima della pandemia come unico metro di paragone; i segnali che servivano delle correzioni di rotta erano già presenti in epoca pre-Covid.
Ci riferiamo ai temi della necessaria innovazione di prodotto, per evitare il rischio stagnazione per alcune destinazioni; alla valorizzazione della cultura dell’accoglienza e del capitale umano, vero valore aggiunto del turismo moderno; all’organizzazione dell’offerta turistica sul digitale, ormai una precondizione; alla ricerca di nuove modalità di comunicazione e promozione, legate, anche queste, sempre più al digitale.
Nelle prossime settimane tutti noi saremo impegnati nell’affrontare alcuni temi dirimenti per il futuro e la sostenibilità del fenomeno turistico nel nostro Paese e in Veneto, quali l’utilizzo dei fondi EU next generation e la programmazione delle politiche di coesione 2021-2027.

Dobbiamo utilizzare bene queste risorse, con un’attenzione particolare alla rigenerazione delle strutture ricettive, allo sviluppo e consolidamento di reti di imprese, con il sostegno alle destinazioni e alla digitalizzazione.
Il “dopo-Covid” che si sta aprendo disegna una nuova filiera integrata in cui la qualità dell’accoglienza, realizzata intorno alle grandi risorse di attrazione, si intreccia con tutti gli altri settori produttivi, primo fra tutti la filiera agroalimentare di qualità, ma anche i trasporti, la manifattura e così via.

Non più solo operatori turistici da un lato e resto della società e dell’economia dall’altro, ma un insieme unico che cresce meglio e più forte tanto più riesce a fare e sentirsi sistema”.

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