Fabio Bonanno al Simposio Buone Pratiche del 6/12/2021 con Paolo Crisafi

Vorrei parlare di ciclo dei rifiuti e non di rifiuti, perché il ciclo dei rifiuti si riferisce all’economia circolare, dove il rifiuto è considerato come qualcosa che può essere riutilizzato, riciclato, e poi solo alla fine del suo ciclo in minima parte rilegato come rifiuto.

Non a caso l’assessorato è all’agricoltura all’ambiente e al ciclo dei rifiuti. Ho apprezzato molto la visione olistica adottata in questa Simposio Buone Pratiche promosso da NewsRemind perché credo che sia un po’ la chiave di volta per affrontare i tanti problemi, piccoli e grandi, che pesano sul nostro Paese. Ho sentito Roberto Giuliani e Paolo Crisafi parlare dell’importanza della musica, di come la musica può essere in surplus per il turismo e per gli altri comparti. Roma e’ una delle città più belle del mondo ed ha un breve soggiorno da parte di turisti e ci dovremmo soffermare per capire il perché. Oggi il turismo è esperienze. Un turista non vuole portarsi via l’immagine del Colosseo, ma si vuole portare via la nostra musica, la nostra cultura, i profumi, i nostri colori, il nostro cibo, i gusti che sono in Italia. Da questo punto di vista è importantissima la delega che ha ricevuto l’assessore Alfonsi, cioe quella all’agricoltura.

Dico questo perché noi pensiamo che si debba investire tantissime nell’agricoltura, anche se dirlo per Roma può’ sembrare folle in quanto ha il Colosseo, ha l’arte, ha il clima. Tuttavia in queste considerazione non si tiene conto che Roma è il comune agricolo più grande d’Italia ed è uno più grandi a livello europeo.

In questo primo mese abbiamo fatto un grande opera di ascolto, per ora. Quello che vi posso riconsegnare è una grandissima ricchezza di realtà legate al settore agricolo e al settore della trasformazione. Sempre più giovani chef, giovani ristoratori, puntando sull’eccellenza e trasformano in modo meraviglioso il nostro cibo, ma con una frammentazione enorme. A tal riguardo il primo obiettivo è arrivare all’unità instaurata tra produttori, distributori, ma anche trasformatori, quindi ai ristoratori, ma soprattutto ai consumatori perché anche il consumatore sempre più e’ sensibile a richiedere un cibo di qualità.

Da questo punto di vista si collegano molto bene i 10 Comandamenti Verdi della <<Laudato Si’>> promossi da Remind. Bisogna portare avanti sia gli agricoltori che adottano una politica industriale sia gli agricoltori che scelgono la via biologica. Penso che la strada sia quella biologica e di qualità. Sempre più i produttori industriali si rendono conto che il loro approccio legato alla resa per ettaro del prodotto è insostenibile in primis per loro in quanto non ce la fanno comunque a stare sul mercato.

Per fare questo, secondo me, noi possiamo arrivare alla fine del mandato ad avere un marchio di qualità di Roma che deve basarsi sulla qualità, qualità intesa sia dal punto di vista nutritivo, sia per quanto riguarda il sapore, ma soprattutto al processo produttivo in riferimento anche ai diritti e ai valori che bisogna ridare a chi la terra la coltiva. Oggi viviamo una situazione insostenibile: ci sono dei ghetti intorno alle aree agricole di persone invisibili che lavorano i nostri prodotti, vivono qui in Italia in condizioni pessime. Quindi, da questo punto di vista, un’attenzione particolare va posta anche al lavoro.

In questa ottica la collaborazione con Remind potrà portare occasione di stimoli importanti per il raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla amministrazione comunale . Ad esempio per fare Cultura, per sensibilizzare su tematiche specifiche. In questa ottica possiamo parlare delle mense scolastiche perché credo in questo ambito possiamo lavorare molto sulla riduzione delle disuguaglianze in quanto oggi garantire ad ogni bambino di Roma, indipendentemente dalle proprie capacità economiche familiari, un pasto di qualità al giorno vale più di qualsiasi bonus economico. Perché con il cibo di qualità ai bambini, non solo gli facciamo formazione e li educhiamo alla qualità del cibo, ma gli garantiamo anni in più di vita. La scuola può essere veramente il luogo dove fare formazione perché, come ci insegnano la soprano Ekaterina Bakanova e il direttore del Conservatorio di Roma Roberto Giuliani, l’orecchio va educato. Se non educhiamo le persone alla musica, alla qualità della musica, esse non riconosceranno mai la musica di qualità. Se noi non abituiamo i bambini alla qualità del cibo non avremo mai consumatori che, nel richiedere cibo di qualità, come dicevo prima, richiederanno anche quei diritti dei lavoratori, quei diritti ad una filiera corretta, quei diritti a tenere insieme cibo, sviluppo, ma soprattutto tutela del pianeta e dell’ambiente.

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