Franco Mencarelli al Simposio Remind “Scenari Economici e Politici per l’Italia – Oltre la crisi: cultura, economia e Istituzioni a confronto”

Al Simposio Remind “Scenari Economici e Politici per l’Italia – Oltre la crisi: cultura, economia e Istituzioni a confronto” del 22 luglio 2022 è intervenuto Franco Mencarelli (Presidente Osservatorio Internazionale Buone Pratiche – OIBP) che ha così dichiarato: 

“Partecipo con piacere a questo importante incontro Remind. Gli interventi che si sono succeduti hanno approfondito le prospettive dei singoli settori toccati dalla crisi di un Governo che si è trovato a dover operare contemporaneamente su tutte le innumerevoli questioni interne ed esterne – dalla pandemia all’inflazione crescente, dalla guerra in Ucraina agli sconvolgimenti economici e industriali legati alle profonde trasformazioni di quella che si appalesa ormai come una vera e propria rivoluzione sistemica-. Venendo alla crisi di Governo, da cui ha preso spunto l’odierna discussione, resta da comprendere quale sia lo spazio di intervento – e di interventi immediati e anche di grande rilievo tutti concordano sulla necessità come si è visto -per il Governo ed il Parlamento. Sul punto la nostra Costituzione non dice molto se non che i poteri delle Camere sciolte sono prorogati fino alla prima riunione delle nuove.

Nei primi tempi della Repubblica si parlava di un Governo abilitato alla sola ordinaria amministrazione, salvi i casi straordinari e urgenti per i quali si dovesse ricorrere a decreti legge con la conseguente convocazione,per la conversione,delle Camere sciolte. Ma la sempre maggiore complessità della moderna economia e la partecipazione alle varie organizzazioni sovranazionali e soprattutto comunitarie hanno col tempo enormemente ampliato il campo stesso della possibilità di legiferare anche durante lo scioglimento.

Di modo che l’invito rivolto dal Presedente della Repubblica al Governo dimissionario -e talora Governo che pur non sfiduciato ha ritenuto di scegliere la strada delle dimissioni per andare a nuove elezioni e quindi in tal modo mettendo il Capo dello Stato davanti al fatto compiuto – ha finito con l’essere quasi una formula di rito, restando nelle mani del Governo e delle Camere lo spazio di valutazione dei limiti di intervento ,legislativo e altro, durante il periodo di scioglimento.

E qui emerge un dato, in maniera tanto più netta quando si tenga conto che la nostra è una Costituzione rigida: sarà sempre una valutazione politica- nel senso più alto del termine – quella che finirà con ampliare o meno gli spazi di intervento pubblico durante la crisi che si dovrà poi risolvere con il nuovo Parlamento. Si aggiunga poi che è lo stesso Governo dimissionario che, come è appunto accaduto a seguito dell’odierno scioglimento, provvede ormai ad indicare gli spazi in cui continuerà a svolere tutte le sue funzioni anche investendo se del caso l’attività del Parlamento, ancorché sciolto. Ecco allora l’importanza dell’odierna riunione perché le indicazioni- ampie e approfondite – che ne sono emerse non risultano proiettate solo verso le nuove Camere e il futuro Governo,ma già da subito possono essere utile spunto o addirittura stimolo ad interventi immediati, e in qualche caso indifferibili”.

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