Giulia Silvia Ghia al Think Tank Remind “Scenari Imprenditoriali – Cultura, Economia, Salute, Sicurezza, Sostenibilità & Turismo per le Future Generazioni”

Nell’ambito del percorso Remind “OLTRE LE CRISI: SCENARI IMPRENDITORIALI, ECONOMICI, IMMOBILIARI, INFRASTRUTTURALI, TURISTICI E CULTURALI” è intervenuta Giulia Silvia Ghia, Assessore I Municipio alle Politiche Culturali – Educative – Giovanili e allo Sport di Roma Capitale che ha così dichiarato: 

“Grazie a Paolo Crisafi e a Remind per questo invito. Ho apprezzato ascoltare “Buongiorno a te” avendo dei trascorsi nel canto della lirica che mi fanno comprendere la bravura di Ekaterina Bakanova nell’ eseguire il brano come soprano in modo coinvolgente.

Inizio dicendo che le politiche giovanili e in generale la cultura, di cui io ho la delega, sono strettamente interconnesse, poichè di cultura si deve parlare sia con le politiche giovanili sia con politiche educative e anche con lo sport, tema su cui sarebbe interessante fare una tavola separata.

Per quanto riguarda i giovani in questo precisa fase post covid ho deciso farmi circondare da una serie di gruppi di giovani proprio per ascoltare quali sono stati gli effetti di questi due anni di pandemia, di una mancata socializzazione che ha represso un’energia che è ora pronta ad esplodere.   

Ci troviamo nel complesso in una dimensione storica completamente nuova, e in questo senso a me non piace parlare tanto di ricostruzione o di rinascita ma più di rigenerazione, nella convinzione che dobbiamo partire proprio con il rigenerare ciò che già abbiamo.

Il problema principale, comunque, tra i giovani di oggi, è che manca l’aspettativa, la speranza in un futuro, avendo molti ragazzi perso proprio la speranza per un futuro di serenità. Questo fa sì poi che questa energia esponenziale che li caratterizza non la riescono a rivolgere verso la costruzione di un qualcosa che darà loro la vita e il lavoro.

Dobbiamo allora svolgere un grande lavoro da questo punto di vista ed è il lavoro appunto che stiamo facendo con questo gruppo di ragazzi e che poi vorremmo rivolgere alle scuole al fine di provare a dare a questi ragazzi degli strumenti per avere una maggiore consapevolezza non solo del territorio in cui vivono ma anche e soprattutto delle potenzialità che questo stesso territorio ha.

Solo per farvi un esempio, il territorio in cui verte il primo municipio è un territorio che fa parte del patrimonio dell’UNESCO e che quindi sta all’interno di un anello di fragilità, motivo per cui tutti quei ragazzi che attraversano giornalmente questo patrimonio, devono acquisire consapevolezza dei luoghi dove vivono ed escono. Solo tramite la consapevolezza e una connessione con quella che era la contemporaneità al loro tempo, si può quindi veramente contrastare il fenomeno della malavida.

Chiaramente questa riconnessione con il territorio va creato all’interno anche e soprattutto della scuola a e della famiglia.

Da questo punto di vista, allora, il primo municipio ha già creato con la precedente giunta uno strumento che si chiama “patti di collaborazione” all’interno del programma “scuole aperte”, ovvero tutte quelle scuole che promuovono attività che vanno oltre l’orario curriculare.

Proprio su questi patti di collaborazione sto lavorando in questi giorni al fine di ampliarli affinchè non siano soltanto dei patti di collaborazione tra famiglia e scuola ma per far sì che si trasformino in veri e propri patti di comunità educante; a tal riguardo abbiamo quindi fatto un primo accordo con il parco archeologico del Colosseo e vorremmo continuare con altre istituzioni culturali, cosicché i nostri ragazzi abbiano la possibilità di frequentare questi corsi extracurriculari per costruire un rapporto consapevole con il loro territorio e acquisire un senso di appartenenza ad una città ed a una realtà, più grande della loro scuola.

In sostanza, l’intento è quello di far crescere, sin dall’infanzia, questi patti di comunità educante per creare dei cittadini migliori, insistendo senz’altro sulla alternanza scuola-lavoro oppure per esempio puntando sulla forza dell’arte contemporanea. A questo riguardo ho un progetto in testa che si chiama “Contempora Roma” e che punta a creare un calendario di tutte le attività di arte contemporanea che si sono fidelizzate nei precedenti anni e che punta ad esporre nelle varie piazze romane le opere di arte contemporanea di giovani artisti.

Stiamo poi lavorando per creare una tessera per i giovani del primo municipio in accordo con la Regione Lazio per garantire sconti e iniziative gratuite ai ragazzi.

Nel complesso, un esempio lampante di come le cose potrebbero funzionare se impostate in questo modo è “piazza della fotografia”, un’iniziativa che abbiamo fatto sempre in primo municipio in una delle piazze considerate per eccellenza teatro della malamovida, piazza Santa Maria in Trastevere, al fine di andare oltre l’evento mordi e fuggi dell’estate romana e di promuovere una movida e una fruizione consapevole della storicità del luogo. In particolare, l’iniziativa è consistita nell’allestire uno schermo gigante per tutta l’estate dove si sono svolti e si svolgeranno fino a settembre 14 mostre fotografiche.  

Questi quindi in generale i binari su cui fondamentalmente ci stiamo muovendo con i ragazzi e con cui ci muoveremo poi all’interno delle scuole con programmi e contratti, al fine di ridurre al minimo i danni che certi tipi di comportamenti possono provocare su se stessi e sull’ambiente che ci circonda. A questo riguardo, dico sempre, volersi più bene per voler bene.”

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