Roberto Sommella (MF), La ricetta anti-crisi: “Il vaccino, un libro sempre sotto mano, ovvero l’istruzione, la formazione e la scuola; gli investimenti nelle infrastrutture e nell’immobiliare; la meritocrazia”.

Ringrazio NewsReminder e il Parlamento Europeo – Ufficio Italia per questo riconoscimento, mi fa piacere che ci siano delle iniziative di questo genere in quanto noi italiani siamo sempre soliti a darci la zappa sui piedi quando invece dovremmo essere orgogliosi delle nostre buone pratiche.

Come italiani, possiamo fare bene nei confini nazionali ma anche in Europa, perché abbiamo la fortuna di essere un popolo che dà il meglio anche nei momenti di crisi.

Quest’anno si è verificato il grande paradosso, su cui mi soffermo nel libro “Milano città aperta”, di avere tantissima liquidità e persone che non avevano la possibilità di spostarsi: è quindi il capitale che si deve muovere per sviluppare iniziative di valore che rispondano alle esigenze della comunità. Per la prima volta il capitale si deve veramente mettere al servizio dell’uomo, perché ce n’è tantissimo.

Abbiamo da un lato dei segnali di sfiducia per il futuro da quest’accumulazione di denaro e di liquidità, ma dall’altro una grande potenzialità. Si fa sempre l’esempio del Dopoguerra, dove non c’era nulla, e in cui avevamo un Paese, un Continente devastato. “Ladri di biciclette” esemplifica perfettamente l’Italia del Dopoguerra, mentre oggi noi siamo accumulatori nonostante la crisi.

Dall’altra parte siamo un Paese ricco e dalle grandissime disuguaglianze, e questo libro cerca di spiegare anche come ce l’abbiamo fatta e come ce la potremmo ancora fare rimboccandoci le maniche e utilizzando il capitale per costruire.

Nel mondo, infatti, il capitale sta alimentando se stesso, lo vediamo con i nuovi monopoli digitali, con tutto ciò che sta accadendo intorno agli over the top che sono più importanti dei singoli Paesi, soggetti immanenti.

Cinquant’anni fa la più grande azienda al mondo manifatturiera era la General Motors, che dava lavoro a 600.000 persone. Oggi la più grande azienda manifatturiera è la Apple che impiega solo 80.000 persone. Risultato: c’è sempre più capitale per sempre meno posti lavoro.

C’è allora un’esorbitanza di liquidità e di ricchezza che non viene utilizzata per la crescita e il benessere delle persone, per la crescita delle piccole e medie imprese, delle aziende. È fondamentale quindi che questo capitale si ricongiunga alle persone, com’è accaduto appunto nel Dopoguerra.

In questo senso, secondo me l’Italia ha una grande possibilità ed è in parte quello che racconta “Milano città aperta”, descrivendo quest’operazione di borsa su cui è mancata la consapevolezza. Riacquistare la nostra borsa e creare un mercato unico dei capitali a Milano, insieme a Parigi e Amsterdam, significa avere una grandissima chance, in un domani non troppo lontano, di sostituirsi a Londra, qualora il Regno Unito dovesse uscire realmente dall’U.E.

Londra ha creato la fortuna degli ultimi vent’anni della Gran Bretagna, essendo la prima azienda finanziaria del Paese. Cos’ha Milano meno di Londra? Assolutamente nulla. Abbiamo la grandissima opportunità e la dobbiamo sfruttare perché se non cresce Milano non cresce l’Italia.

Bisogna abbattere tutte le distanze che sono tornate tra le diverse realtà del nostro Paese, superare quindi il provincialismo con passione.

In conclusione, secondo me, ingredienti base di qualsiasi ricetta per il rilancio del Paese sono: il vaccino, un libro sempre sotto mano, ovvero l’istruzione, la formazione e la scuola, per essere riportate al centro della società; gli investimenti nelle infrastrutture e nell’immobiliare; la meritocrazia.

 

 

             Paolo Crisafi e Carlo Corazza al Parlamento Europeo – Ufficio Italia

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